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	<title>Sic - Sanità in Cifre</title>
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		<title>Infezioni legate a orologio biologico: aumentano di notte</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il <strong>sistema immunitario</strong> fa una pausa di notte. Per la precisione, nelle ore notturne è meno attivo e sale il rischio di contrarre infezioni oppure, in caso di infezioni in atto, aumenta il rischio di morte, perché il riconoscimento degli <strong>agenti patogeni</strong> avviene più lentamente. Le difese dell&#8217;organismo, dunque, sono legate al <strong>ritmo<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/sonno2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19599" title="notte" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/sonno2.jpg" alt="infezioni" width="450" height="305" /></a> circadiano</strong>, l&#8217;orologio “interno”, quello che, in genere, si scombussola con il jet lag. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori della Yale University School od Medicine, in base ad esperimenti sui topi, dai quali è emerso che nel rilevamento del pericolo da parte del sistema immunitario è coinvolta una proteina, la TLR9, in grado di individuare il Dna di batteri e virus.<br />
Gli scienziati hanno osservato che la quantità di TLR9 è controllata dall&#8217;orologio biologico e varia durante il giorno.<br />
Quando è al massimo la risposta immunitaria è migliore.<br />
I ricercatori, inoltre, hanno rilevato che, gli esseri umani affetti da sepsi, infezione che si diffonde attraverso il sangue, hanno un maggiore rischio di morte tra le 2 di notte e le 6 del mattino e anche nei test sui topi la gravità della sepsi è collegata alle variazioni di TLR9 nella giornata.<br />
“Sembra anche che le interruzioni del ritmo circadiano influenzino la nostra suscettibilità ai patogeni”, ha rilevato Erol Fikrig, coordinatore della ricerca pubblicata su Immunology.<br />
Una delle implicazioni dei risultati della ricerca potrebbe essere quella di somministrare i farmaci in determinate ore del giorno per aumentarne l&#8217;efficacia.</p>
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		<title>Patto Salute e riparto fondo sanitario: al lavoro Governo e Regioni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia oggi pomeriggio la maratona che entro il 30 aprile dovrà portare le <strong>Regioni</strong> e il <strong>Governo</strong> a siglare il nuovo <strong>Patto per la Salute 2012-2015</strong> e la proposta di riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> per l&#8217;anno 2012.<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/spesa-sanitaria-22.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19592" title="spesa sanitaria" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/spesa-sanitaria-22.jpg" alt="patto salute" width="450" height="329" /></a><br />
Gli argomenti sul tavolo sono molti: il nuovo Patto pone le basi nella sanità per i prossimi anni, fino al 2015, mentre per quanto riguarda i criteri per il riparto del Fondo sanitario, che ammonta a 108,779,684 miliardi di euro, il <strong>ministro della Salute, Renato Balduzzi,</strong> nei giorni scorsi ha fatto qualche piccola apertura alla “deprivazione”, sostenendo che &#8220;non è bene cambiare radicalmente le regole, però qualche piccola sperimentazione che ci aiuti a capire come l&#8217;indice di deprivazione può essere utile per determinare il riparto delle spese, si può fare”.<br />
Un tema, quello della deprivazione &#8211; ovvero il concetto per cui il riparto dei fondi sanitari deve avvenire anche in base alle condizioni socio-economiche del territorio &#8211; che tanto ha diviso, negli ultimi anni, le Regioni: quelle del sud che chiedono che si tenga conto delle condizioni socio-economiche delle popolazioni, notoriamente più critiche al Mezzogiorno, e quelle del nord, che insistono sui criteri tradizionali, ovvero il conteggio della popolazione e il “peso” degli anziani. “Età e popolazione sono criteri importanti, ma che possono non essere gli unici&#8221;, ha osservato Balduzzi, che ha auspicato una riflessione e immaginato delle sperimentazioni “nel piccolo”. Il ministro nei giorni scorsi ha poi detto chiaramente che intende rivedere il sistema dei ticket e delle esenzioni. “Non è detto ad esempio che l&#8217;esenzione per patologia debba continuare a essere svincolata dal reddito. Stessa cosa per le esenzioni in base all&#8217;età”, ha sostenuto Balduzzi, secondo il quale “bisognerà poi prevedere più fasce di reddito calcolate in base alla composizione del nucleo familiare, considerando non solo il numero di componenti ma anche la presenza di anziani o disabili”.<br />
Il Patto per la Salute entrerà anche nel merito dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza: “l&#8217;ultima versione è composta da circa seimila prestazioni. Applicando il criterio dell&#8217;appropriatezza e con un lavoro di cesello facciamo uscire quelle oramai obsolete, ma entrano nuove cure per le malattie rare, la tutela della disabilità e l&#8217;epidurale”, ha detto il ministro, “che &#8211; ha osservato &#8211; serve anche a contrastare l&#8217;inappropriatezza di molti parti cesarei”.<br />
E ancora, per il titolare del dicastero della Sanità, parlando a proposito degli ultimi casi di malasanità, “dobbiamo cogliere l&#8217;occasione del Patto per la Salute per rimettere in moto le forze di cui disponiamo, ogni elemento del sistema sanitario italiano deve sentirsi responsabilizzato”. La stessa rete dei medici di famiglia, nelle intenzioni di Balduzzi, dovrà funzionare 7 giorni la settimana su 7 e non più 5 su 7 come oggi. Riuscirà tutto questo a conciliarsi con le diverse volontà ed esigenze delle Regioni? Gli incontri tra il ministro e i governatori sono iniziati, già da alcune settimane, ma poi si sono interrotti a causa del maltempo che ha bloccato l&#8217;Italia. Oggi la Conferenza delle Regioni, in una seduta straordinaria che inizierà in serata e proseguirà domani, riprenderà il bandolo della matassa ma non sarà questa una seduta definitiva: serve infatti altro tempo per “cucinare la tanta carne al fuoco che speriamo si cuocia bene”, ha detto scherzando l&#8217;assessore della Regione Umbria alla Sanità, Franco Tomassoni. Tutti hanno però interesse a chiudere la partita entro il 30 aprile e a tenere “uniti” il riparto del Fondo sanitario da oltre 108 miliardi al nuovo Patto per la Salute. Vedremo presto come andrà.</p>
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		<title>Bebè sottopeso: acidi grassi omega-3 riducono rischi cardiaci</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La somministrazione ai bambini nati in sottopeso di supplementi di acidi grassi omega-3, contenuti nell&#8217;olio di pesce e nella margarina e olio di canola, li protegge da attacchi di cuore e ictus più tardi nella vita. È la conclusione di &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/bebe-sottopeso-acidi-grassi-omega-3-riducono-rischi-cardiaci/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La somministrazione ai bambini nati in <strong>sottopeso</strong> di supplementi di <strong>acidi grassi omega-3,</strong> contenuti nell&#8217;olio di pesce e nella margarina e olio di canola, li protegge da attacchi di cuore e ictus più tardi nella vita. È la conclusione di una ricerca dell&#8217;Università di Sydney, pubblicata sul Journal of the American Academy of Pediatrics, secondo cui i<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/olio-di-pesce.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19588" title="olio di pesce" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/olio-di-pesce.jpg" alt="omega 3" width="440" height="327" /></a> bebè di peso sotto norma sono a rischio di accumulo di grasso e placca nelle arterie e di indurimento dei vasi sanguigni, il che può portare a malattie <strong>cardiovascolari</strong> negli anni successivi.<br />
La ricerca guidata dal prof Michael Skilton dell&#8217;Istituto obesità, nutrizione, esercizio e disturbi dell&#8217;alimentazione di base nell&#8217;ateneo, ha studiato 616 bambini, divisi in due gruppi.<br />
Ad un gruppo sono stati somministrati quotidianamente supplementi di olio di pesce oltre ad includere nel cibo margarina e olio di canola, fino all&#8217;età di 5 anni. L&#8217;altro gruppo ha ricevuto supplementi di olio di girasole oltre a margarina e olio ricchi di acidi grassi omega-6. Quando hanno raggiunto gli 8 anni, le loro arterie sono state testate per individuare i primi segni di malattie cardiovascolari.<br />
I bambini del secondo gruppo avevano <strong>pareti arteriose</strong> più spesse se erano più piccoli alla nascita, mente simili risultati non sono emersi nel gruppo che aveva ricevuto supplementi di omega-3. I bambini considerati piccoli nella ricerca appartenevano al 10% di peso più basso fra tutte le nascite in Australia. “I risultati della ricerca suggeriscono che i bambini nati piccoli possono beneficiare dalla somministrazione quotidiana di supplementi omega-3. Per confermare questo, tuttavia, saranno necessari ulteriori studi”, scrive Skilton.</p>
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		<title>Legionellosi dal dentista</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci si può ammalare di legionellosi anche dal dentista, a seguito di un trattamento dentale di routine. Infatti, il batterio che causa la malattia può annidarsi nell’acqua del circuito idrico della poltrona odontoiatrica e diffondersi attraverso l’aerosol rilasciato dai rubinetti &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/legionellosi-dal-dentista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si può ammalare di legionellosi anche dal dentista, a seguito di un trattamento dentale di routine. Infatti, il batterio che causa la malattia può annidarsi nell’acqua del circuito idrico della poltrona odontoiatrica e diffondersi attraverso l’aerosol rilasciato dai rubinetti e dagli strumenti &#8211; il trapano e altre punte &#8211; dotati di turbine che<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/dentisti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19582" title="dentisti" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/dentisti.jpg" alt="legionellosi" width="425" height="282" /></a> utilizzano acqua. E’ quanto è accaduto il 9 febbraio 2011 ad una donna di 82 anni, successivamente deceduta presso l’Ospedale G. B. Morgagni Pierantoni di Forlì (Italia). Oggi la rivista britannica <a href="http://www.thelancet.com/" target="_blank">The Lancet </a>riporta lo studio del caso, condotto dall’equipe della Dott.ssa Maria Luisa Ricci, del Dipartimento malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’ISS.<br />
 &#8221;Quello descritto è il primo caso di legionellosi associato ad acqua contaminata presente negli strumenti dentistici che può essere respirata durante trattamenti odontoiatrici , per questo motivo &#8211; afferma Maria Luisa Ricci &#8211; senza voler creare grande allarmismo , è necessario ridurre al minimo il rischio di acquisizione della malattia, al fine di prevenire l’esposizione dei pazienti e di tutto lo staff che si occupa di pratiche dentali all’infezione. Pertanto sono indispensabili controlli frequenti e di diverso tipo quali ad esempio: utilizzare sistemi di ricircolazione dell’acqua e sistemi antistagnazione; servirsi di acqua sterile anziché di acqua normalmente erogata; applicare trattamenti disinfettanti costantemente, oppure in modo periodico; flussare quotidianamente i rubinetti e gli strumenti che erogano acqua e sempre prima di ogni trattamento; applicare a monte degli strumenti ( ad es. trapano), dei filtri ; è importantissimo inoltre monitorare almeno annualmente i livelli di contaminazione di Legionella nell’acqua della poltrona odontoiatrica . Procedure dettagliate, utili alla prevenzione della legionellosi negli studi dentistici, sono consultabili nelle linee guida inglesi a ciò dedicate, nonché nella prossima pubblicazione da parte del nostro Ministero della Salute delle nuove &#8220;Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi &#8220;.<br />
 La donna, che quasi mai lasciava la sua abitazione, si è spostata unicamente per andare due volte dal dentista. Non appena sono comparsi febbre e difficoltà respiratorie, la signora, che non mostrava altre patologie di base e che era comunque cosciente e reattiva, è stata ricoverata presso l’unità di terapia intensiva del nosocomio. La radiografia al torace ha evidenziato diverse aree di addensamento polmonare e la diagnosi basata sulla rilevazione dell’antigene nelle urine è stata subito effettuata: legionellosi, causata dal batterio Legionella pneumophila. Nonostante la terapia antibiotica orale sia stata subito somministrata (ciprofloxacin ogni 12 ore), la paziente ha sviluppato presto una rapida ed irreversibile sepsi e due giorni dopo è deceduta.<br />
Come già detto, nel periodo di incubazione della malattia, vale a dire tra i 2 e i 10 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi, la signora era uscita di casa solo in due occasioni per andare dal dentista. Per identificare la possibile fonte di contaminazione, sono stati prelevati campioni d’acqua dai rubinetti e dalle turbine dello studio dentistico, nonché dai rubinetti e dalla doccia della sua abitazione. Questi ultimi all’esame colturale sono risultati negativi, mentre quelli prelevati dalla strumentazione del dentista sono risultati positivi per L pneumophila. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato la correlazione genomica tra i ceppi di L pneumophila isolati dalle secrezioni respiratorie della paziente e quelli isolati dal circuito idrico della poltrona odontoiatrica.</p>
<p>Che cos&#8217;è la legionellosi<br />
&#8220;L pneumophila è un batterio Gram-negativo presente in ambienti naturali di acqua dolce, come pure negli impianti idrici- spiega la ricercatrice &#8211; Si trasmette per inalazione o per microaspirazione di acqua aerosolizzata, come avviene negli impianti di aria condizionata, nelle docce, nelle vasche idromassaggio, nelle terme e nelle fontane. Non è stata mai dimostrata la trasmissione interumana. Esso è causa di una grave polmonite conosciuta come la malattia del legionario o più comunemente legionellosi, che colpisce principalmente le persone anziane e/o immunodepresse. La malattia si può presentare anche come una forma simil influenzale, chiamata la febbre di Pontiac&#8221;.</p>
<p>Nel 2010 sono pervenute all’ISS, che coordina il Registro nazionale della legionellosi, le segnalazioni di poco più di mille casi, con un’incidenza di circa 30 casi ogni milione di abitanti nel Nord, 6 casi ogni milione di abitanti nel Sud e 20 casi ogni milione nelle regioni del Centro, un valore quest’ultimo molto vicino alla media dell’incidenza europea.<br />
&#8220;Una significativa contaminazione nelle unità dentistiche &#8211; conclude Maria Luisa Ricci &#8211; è stata già ampiamente documentata, come pure è stata osservata un’alta prevalenza di anticorpi contro L pneumophila nel sangue di dentisti e in generale dello staff che si occupa di pratiche dentali, considerato perciò ad alto rischio. Questo è il primo caso di legionellosi, documentato nella letteratura scientifica internazionale, in cui è stata dimostrata l’origine dell’infezione nell’acqua del circuito della poltrona odontoiatrica&#8221;.</p>
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		<title>Medicina di base, Balduzzi: deve funzionare 7 giorni su 7</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fra i “nodi” della sanità italiana c&#8217;è la mancanza di un&#8217;alternativa territoriale al pronto soccorso. &#8220;Gli accessi al pronto soccorso sono quasi 23 milioni l&#8217;anno, il 15% sbocca in un ricovero, l&#8217;85% viene dimesso. In questa percentuale c&#8217;è una parte &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/medicina-di-base-balduzzi-deve-funzionare-7-giorni-su-7/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i “nodi” della <strong>sanità italiana</strong> c&#8217;è la mancanza di un&#8217;alternativa territoriale al <strong>pronto soccorso</strong>. &#8220;Gli accessi al pronto soccorso sono quasi 23 milioni l&#8217;anno, il 15% sbocca in un ricovero, l&#8217;85% viene dimesso. In questa percentuale c&#8217;è una parte di accesso non appropriato. Dunque ho chiesto ai <strong>medici di medicina generale</strong> di<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/medici-di-base.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19577" title="medici di base" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/medici-di-base.jpg" alt="renato balduzzi" width="520" height="370" /></a> arrivare alla fine di un percorso lungo: la medicina di base deve funzionare 7 giorni su 7, e gli ambulatori dalle 8 alle 20. Ebbene, ho trovato una buona risposta da parte dei medici di famiglia&#8221;. Lo ha detto<strong> il ministro della Salute, Renato Balduzzi,</strong> intervenendo ad “Agora” su Rai Tre.<br />
&#8220;Sono moderatamente ottimista &#8211; ha aggiunto &#8211; che nel prossimo Patto della salute si possa ragionare in questi termini&#8221;. E a Luigi Presenti, presidente dell&#8217;Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), che gli chiedeva un incontro per esaminare le questioni calde della sanità ospedaliera, Balduzzi ha detto: &#8220;Certamente nei prossimi giorni ci incontreremo con il presidente Acoi. Abbiamo già aperto un tavolo con i medici&#8221;.</p>
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		<title>Allergia acari: scoperta molecola per azione immunitaria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Asma, raffreddore, occhi che lacrimano sono i sintomi più frequenti delle allergie, la maggior parte delle quali causate dall&#8217;acaro della polvere ma presto forse si potrà considerare chiusa l&#8217;era delle allergie di questo tipo perché un gruppo di ricercatori dell&#8217;università &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/allergia-acari-scoperta-molecola-per-azione-immunitaria/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Asma, raffreddore</strong>, occhi che lacrimano sono i sintomi più frequenti delle <strong>allergie</strong>, la maggior parte delle quali causate dall&#8217;<strong>acaro</strong> della polvere ma presto forse si potrà considerare chiusa l&#8217;era delle allergie di questo tipo perché un gruppo di ricercatori dell&#8217;università di Nottingham ha scoperto il fattore-chiave che interviene quando il sistema<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/acari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19549" title="acari" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/acari.jpg" alt="allergie" width="383" height="307" /></a> immunitario entra in contatto con <strong>l&#8217;antigene</strong> e scatena <strong>l&#8217;allergia</strong>.<br />
L&#8217;antagonista del temuto acaro della polvere, secondo gli scienziati, è una molecola, la DC-SIGN e si trova sulla superficie delle <strong>cellule immunitarie</strong>.<br />
“Negli ultimi decenni c&#8217;è stato un forte aumento delle <strong>allergie</strong> e <strong>l&#8217;asma allergica</strong> nei bambini ha raggiunto percentuali epidemiche in molti Paesi industrializzati &#8211; afferma Amir Ghaem-Maghami, coordinatore della ricerca pubblicata sul Journal of Biological Chemistry -  Nonostante i miglioramenti dell&#8217;assistenza sanitaria, la mortalità dell&#8217;asma allergica è ancora alta e la maggior parte delle terapie curano i sintomi piuttosto che la patologia in sè”.<br />
La molecola DC-SIGN, si lega ai maggiori allergeni dell&#8217;acaro della polvere, a quelli dei cani e interviene nella regolazione della risposta allergica. DC-SIGN potrebbe quindi avere un ruolo chiave nell&#8217;abbassare la risposta del sistema immunitario che, considerando l&#8217;allergene un pericolo, rilascia sostanze chimiche come l&#8217;istamina, causa dei sintomi allergici.</p>
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		<title>Gotta: a Caserta microconvegno FederAnziani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà a Caserta il 24 febbraio alle 17.30, presso l’Associazione ADA Caserta, in via Roma 66, il microconvegno organizzato da FederAnziani sul tema della gotta. Nell’incontro un medico specialista in materia illustrerà le caratteristiche e le possibilità di intervento &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/gotta-a-caserta-microconvegno-federanziani/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà a <strong>Caserta</strong> il 24 febbraio alle 17.30, presso <strong>l’Associazione ADA Caserta</strong>, in via Roma 66, il <strong>microconvegno</strong> organizzato da <strong>FederAnziani </strong>sul tema della <strong>gotta</strong>. Nell’incontro un medico specialista in materia illustrerà le caratteristiche e le possibilità di intervento su  questa <strong>patologia reumatica</strong>.<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/gotta1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19571" title="gotta" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/gotta1.jpg" alt="anziani" width="500" height="375" /></a><br />
La gotta è una malattia di cui si parla pochissimo, spesso relegata nell’archivio delle patologie del passato, come il vaiolo o la peste. Invece la gotta continua a colpire, tanto da potersi considerare la seconda malattia reumatica più diffusa dopo l’artrosi: in Italia si contano oltre 1 milione di malati, ma soprattutto si stima ci siano 5 milioni di persone che presentano livelli di acido urico elevato e quindi a rischio di ammalarsi.<br />
La gotta colpisce prevalentemente uomini, ma l’incidenza femminile aumenta dopo la menopausa e tra le donne più giovani che fanno uso di diuretici per mantenere la linea. Tra i fattori di rischio vi sono il sovrappeso, l’alimentazione sbilanciata e ipercalorica, lo stile di vita poco o affatto salutare, l’allungamento della vita media e gli effetti indesiderati di alcuni medicinali.<br />
L’incontro fa parte di un vasto impegno su tutto il territorio nazionale da parte di FederAnziani che attraverso la sua rete organizza microconvegni informativi allo scopo di diffondere maggiore consapevolezza su una patologia troppo spesso trascurata.</p>
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		<title>FederAnziani: microconvegno sulla gotta a Trasacco (L’Aquila)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La gotta è una malattia di cui si parla poco, di solito relegata fra le patologie del passato, come il vaiolo o la peste. Invece la gotta continua a colpire, tanto da essere la seconda malattia reumatica più diffusa dopo &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/federanziani-sulla-gotta-a-trasacco/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>gotta</strong> è una <strong>malattia</strong> di cui si parla poco, di solito relegata fra le patologie del passato, come il vaiolo o la peste. Invece la gotta continua a colpire, tanto da essere la seconda malattia reumatica più diffusa dopo <strong>l’artrosi</strong>: in Italia si contano oltre 1 milione di malati, ma soprattutto si stima ci siano 5 milioni di persone che, presentando livelli di<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/gotta2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19566" title="gotta" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/gotta2.jpg" alt="federanziani" width="300" height="291" /></a> acido urico elevato, sono a rischio di ammalarsi.<br />
Si svolgerà il 24 febbraio a Trasacco (L’Aquila), presso il Centro Diurno per Anziani in Piazza Monsignor Mori, un Microconvegno sulla gotta organizzato da <strong>FederAnziani</strong>. Nell’incontro, che inizierà alle ore 16.00, un medico specialista in materia  illustrerà le caratteristiche e le possibilità di intervento su  questa patologia reumatica. L’incontro fa parte di un vasto impegno su tutto il territorio nazionale da parte di FederAnziani che attraverso la sua rete organizza microconvegni informativi allo scopo di diffondere maggiore consapevolezza su una patologia troppo spesso trascurata.</p>
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		<title>Presunta malasanità: nei pronto soccorso 1 morte sospetta al mese</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In poco più di due anni si contano 25 morti sospette nei reparti di emergenza-urgenza degli ospedali italiani. Quasi un decesso al mese legato a presunti casi di malasanità “da pronto soccorso”. È quanto emerge da una analisi svolta dall&#8217;Adnkronos &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/presunta-malasanita-nei-pronto-soccorso-1-morte-sospetta-al-mese/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In poco più di due anni si contano 25 morti sospette nei reparti di <strong>emergenza-urgenza</strong> degli <strong>ospedali</strong> italiani. Quasi un decesso al mese legato a presunti casi di <strong>malasanità</strong> “da pronto soccorso”. È quanto emerge da una analisi svolta dall&#8217;Adnkronos Salute su dati della <strong>Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/pronto-soccorso.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19546" title="pronto soccorso" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/pronto-soccorso.jpg" alt="malasanità" width="400" height="300" /></a> sanitari.<br />
</strong>Bufera pronto soccorso, dunque, dove non regnano solo disagi e caos, con malati abbandonati a se stessi, che attendono ore prima di essere visitati. In poco più di due anni si contano anche 25 morti sospette nei reparti di emergenza-urgenza degli ospedali italiani, finiti sotto la lente d&#8217;ingrandimento della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori sanitari. Ben 25 casi a fronte di circa 30 milioni di accessi ai Dea ogni anno. La maggior parte dei decessi si registra in Sicilia e Calabria. Tra questi 4 bimbi.<br />
Lo studio riguarda i casi di presunta malasanità legati al sistema dell&#8217;emergenza &#8211; che comprende quindi sia la rete dei pronto soccorso che il servizio del 118 &#8211; giunti all&#8217;attenzione della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali. Si tratta degli episodi che dopo un esposto, una segnalazione o magari un articolo di giornale arrivano sul tavolo del presidente della Commissione Leoluca Orlando, che interviene per chiedere chiarimenti ed eventualmente disporre ulteriori accertamenti.<br />
Dati significativi da cui emerge un&#8217;amara verità: l&#8217;allarme sullo stato di salute dei pronto soccorso non riguarda solo gli ospedali romani, al centro delle polemiche di questi giorni. Il degrado dei servizi di prima emergenza sembra estendersi da Nord a Sud. Soprattutto al Sud. Anche se per la Commissione i casi in esame &#8220;hanno un valore indicativo, ma nessun valore statistico&#8221;, dall&#8217;analisi emerge subito un dato: ben 14 casi di morti sospette su 25 si sono verificate nei reparti d&#8217;emergenza di due Regioni, Calabria (8) e Sicilia (6). Tante le cause che potrebbero nascondersi dietro a queste morti sospette e alla confusione che regna all&#8217;interno dei pronto soccorso: ambulanze che arrivano in ritardo, diagnosi sbagliate, dimissioni affrettate. Ma soprattutto, mancanza di mezzi e attrezzature e carenza di posti letto e di personale qualificato.</p>
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		<title>FederAnziani: Governo riceva Age Platform</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il Governo riceva Age Platform” dichiara il Presidente di FederAnziani Roberto Messina, alla luce delle parole del coordinatore di Age Platform Italia Elio D’Orazio. “Si tratta, infatti, dell’unica associazione autorizzata a rappresentare gli anziani a livello europeo in quanto riconosciuta &#8230; <a href="http://www.sanitaincifre.it/2012/02/federanziani-governo-riceva-age-platform/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Governo riceva Age Platform” dichiara il Presidente di FederAnziani Roberto Messina, alla luce delle parole del coordinatore di Age Platform Italia Elio D’Orazio. “Si tratta, infatti, dell’unica associazione autorizzata a rappresentare gli anziani a livello europeo in quanto riconosciuta proprio dal Parlamento Europeo. Per questo<a href="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/anziani.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-19557" title="anziani" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2012/02/anziani.jpg" alt="federanziani" width="500" height="375" /></a> FederAnziani sostiene la legittima richiesta dell’associazione di partecipare alla discussione in atto in questi giorni non solo sul tema del lavoro ma su una più complessiva riorganizzazione della nostra società, in cui gli anziani giocheranno un ruolo sempre più cruciale”.</p>
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