17.02.2012 - ore 16.47
FederAnziani a Monti: inserire non autosufficienza in incontri con parti sociali

“Il Presidente Monti accolga la nostra richiesta inserendo nei temi di confronto con la parti sociali il tema della non autosufficienza”. È  questo l’appello che il consiglio nazionale di FederAnziani riunitosi a Roma rivolge al Presidente del Consiglio affinché nell’agenda di governo e negli incontri che a giorni si svolgeranno con le partinon autosufficienza sociali venga inserita la tematica della non autosufficienza, ovverosia la tutela dei più fragili. A questo scopo in questi giorni FederAnziani si è inoltre attivata, insieme alle associazioni collegate, per raccogliere presso i cittadini firme a sostegno dell’appello da rivolgere al Governo.
“La nostra proposta prevede, per esempio, l’istituzione presso l’Inps di un fondo per la non autosufficienza che sostituisca quello per l’indennità di accompagnamento e la creazione di ‘buoni servizio’ che le famiglie possano utilizzare per le spese di assistenza personale e a domicilio o per le residenze sanitarie assistenziali”, dichiara il Presidente Roberto Messina, illustrando il punto approvato all’unanimità dai dirigenti di Federanziani.  “Complessivamente la spesa statale per il sociale è scesa da 2,5 miliardi a poco più di 500 milioni all’anno” spiega Messina, riportando i dati di una ricerca del Centro studi di FederAnziani  SIC Sanità in cifre. “Il fondo per le politiche sociali è sceso dai 929 milioni del 2008 a 273 milioni, le risorse per la famiglia sono passate da 346 milioni a 51, quelle per le politiche giovanili da 137 milioni a 12 – prosegue  – mentre i finanziamenti per l’infanzia, l’inclusione degli immigrati e per la non autosufficienza sono stati addirittura azzerati. Per questo è necessario un sostegno proprio alla non autosufficienza,  che riguarda i cittadini italiani più fragili, circa 2 milioni di famiglie, e che è prima causa di impoverimento in Italia dopo la perdita del lavoro. Un nuovo sistema determinerebbe minori spese dei comuni per circa 1,5 miliardi di euro, maggiori entrate fiscali e contributive per la regolarizzazione di 500 mila badanti stimabili in 1,5 miliardi, mentre altri 3,5 miliardi potrebbero essere risparmiati con la riduzione dei ricoveri impropri. Dai minori costi di gestione Inps deriverebbe un risparmio di 7,5 miliardi mentre il resto, 0,5 miliardi, si otterrebbe dal recupero dei permessi parentali”.
“Gli anziani, cui il governo guidato da Mario Monti chiede in questa difficile fase sacrifici pesanti, sono pronti a fare la loro parte, ma in cambio serve la garanzia di un impegno concreto verso l’equità” conclude Messina “Che sia questa la proposta o un’altra è superfluo l’importante è che parti sociali e governo parlino di un problema che coinvolge centinaia di migliaia di persone e non parlarne è mancare loro di rispetto e considerazione”.



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