“Effettuare urgentemente un incontro con i Capigruppo parlamentari e con i rappresentanti di Governo e Regioni, perché si ascoltino le ragioni della categoria sugli elementi inaccettabili (quorum, prelazioni a favore dei comuni, aperture in deroga); programmare giornate di sciopero: la prima per il giorno 1
febbraio p.v., altre in data da definirsi, in assenza di esiti positivi del confronto”. Sono le fasi con cui Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacie italiani, intende rispondere al decreto sulle liberalizzazioni approvato venerdì in Consiglio dei ministri.
febbraio p.v., altre in data da definirsi, in assenza di esiti positivi del confronto”. Sono le fasi con cui Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacie italiani, intende rispondere al decreto sulle liberalizzazioni approvato venerdì in Consiglio dei ministri.“L’Assemblea nazionale straordinaria di Federfarma, riunitasi ieri e oggi – riporta una nota diffusa sabato- preso atto che le misure concernenti il servizio farmaceutico inserite nel provvedimento del Governo in materia di liberalizzazioni provocheranno il deterioramento della qualità del servizio offerto, fino al collasso del sistema, proclama lo stato di agitazione sindacale della categoria e conferisce mandato al Consiglio di presidenza, di pianificare le risposte sindacali”, incontrando prima Parlamento, Governo e Regioni e successivamente, in assenza di risposte, scioperando.
Federfarma ha precisato inoltre di voler “far precedere le giornate di chiusura da assemblee provinciali, per fornire una corretta informazione alla base sociale sulla decisione odierna, assicurare l’adesione compatta alle forme di lotta e contribuire alla comunicazione; accompagnare tutte le iniziative con un’opportuna informazione che spieghi ai cittadini i motivi della protesta a tutela del servizio e non del profitto e programmare manifestazioni pubbliche. Qualora gli interventi sopra elencati non dovessero sortire risultati positivi, riconvocare l’assemblea nazionale per valutare l’adozione di ulteriori iniziative sindacali”.

















Scrivi un commento: