L’influenza è in arrivo. Dell’andamento della stagione influenzale, dei rischi e delle previsioni parliamo col professor Fabrizio Pregliasco, virologo, docente dell’Università degli studi di Milano e membro dell’ European Influenza Surveillance Scheme (E.I.S.S.)
Professor Pregliasco, tra poco ci troveremo di nuovo fare i conti con l’influenza. Quale quadro si sta delineando?
Quella che si sta preparando è una stagione normale. Si stanno individuando i virus che ci aspettavamo, incluso il virus dell‘influenza A che dall’anno scorso è stato ormai declassato a influenza stagionale, e poi ci sono i virus di tipo b della stagionale australiana. Rispetto alle previsioni di inizio stagione non c’è stata l’anticipazione che temevamo, quindi possiamo dire che l’influenza sta procedendo secondo un copione normale.
Una normalità che rischia di portare a sottovalutare il fenomeno?
Pur se si tratta di situazione normale e usuale come ogni anno, è se è vero che nella maggior parte dei casi l’influenza è un fatto banale, non va mai dimenticato che nel soggetto fragile comporta problematiche di ospedalizzazione e decesso. Per questo non va mai sottovalutata nelle persone anziane e in quelle con patologie croniche. Occorre ribadire con forza che per queste persone l’influenza è un rischio.
Siamo ancora in tempo per la vaccinazione?
C’è sempre tempo per vaccinarsi, si può fare in qualsiasi momento e la protezione scatta già dieci giorni dopo la somministrazione del vaccino. E’ solo questione di quanto si vuol essere sicuri. Quest’anno anche purtroppo non si registra un particolare entusiasmo rispetto alla vaccinazione. Dopo l’aviaria, quando si pensava fosse in arrivo un’apocalisse che poi non c’è stata, si è avuto un calo di attenzione, con il conseguente rischio di svalutazione in toto del vaccino e di sottovalutazione della patologia influenzale. Comunque chi si vaccinava prima continua a farlo, come gli anziani e le persone affette da patologie. C’è stata invece una perdita sul versante dei più giovani. In ogni caso ora ci aspettiamo l’arrivo della malattia per Natale e per le festività, poiché si sa che baci e abbracci fanno bene ma da questo punto di vista fanno un pò meno bene.

















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